LABIRINTI DELLA MEMORIA
C’è una pittura che riduce la realtà fotografica a simulacro della memoria. E, senza pennelli, orchestra dissimulazioni della riconoscibilità sul filo di indizi cromatici prima caotici, poi rarefatti fino al bianco e nero. L’artefice di questa celebrazione dei miti della musica, della letteratura e dello spettacolo è Antonio Montanaro. Da sempre impegnato in una febbrile sperimentazione, modifica di continuo il suo rapporto non solo con i materiali e le tecniche praticate, ma con gli esiti di una restituzione che oscilla tra originalità e produzione seriale. Deposto l’aerografo e le impalpabili sue velature, negli ultimi anni Montanaro si è fatto rapire dalla ritrattistica, rimanendone imprigionato dalle sue spire che non gli permettono più di ri-trarsi. L’infatuazione non procede solo a “tratti”, ma va per gocce, colature, guizzi di evidenza gestuale, che presiedono, per contro, ad una logica ordinatrice dai contenuti più reconditi. Libere espressioni, movimenti, enigmi edonistici che trovano la giusta “composizione” nel loro potere evocativo dell’identità dei personaggi a cui è rivolto l’omaggio. Le sequenze dei miti del secolo trascorso non hanno soluzioni di continuità. Né pause. Incrementano una galleria di figure di rango radicate nell’immaginario collettivo e ciclicamente riproposte da televisione, pubblicità, siti web. La “cattura” che Montanaro attua si nutre di questa notorietà, del successo dei protagonisti, in proporzione al numero di fans e al loro tributo. Un flusso che non si risolve nella citazione, nell’indice di gradimento, nell’amplificazione del dejà vu, pur appartenendo alla storia della cultura globale. Al contrario, si sviluppa nella forzatura del limite della riproducibilità e della rappresentazione, spostando sul carattere interpretativo dell’intervento una rivisitazione inaspettata, del tutto inedita. Allo straniamento iniziale provocato da queste visualizzazioni subentra una ricerca del codice operativo che ha reso possibile la metamorfosi, per poi concludersi con il raggiungimento della meta, non prima di aver percorso l’intricato labirinto.
Piero Ragone 
OPERE RECENTI
Miles Davis-2008,pastelli ad olio su mdf,cm 90x70
Allen Ginsberg - 2009, pastelli ad olio su mdf, cm 26x27
Pollock - 2009, acrilici su tela, cm 83x83
ATLANTIDE - 2002, Aerografo su tela cm, 123X173
Paolo Conte - 2009, pastelli ad olio su mdf, cm 27x65
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15/05/2011
Pittura e jazz
Non è stato difficile venire a conoscenza di questo evento unico nel suo genere, il jazz prende vita grazie alla pittura di Antonio Montnaro. 
Mostra in corso dal 13 maggio 2011 fino al 29 maggio 2011. 

di Eleonora De Paolis...